ArchivIA - Frequently Asked Questions

  1. Che cos'è ArchivIA?
  2. Che cos’è l’Accesso Aperto (in inglese Open Access)?
  3. Che cosa sono gli archivi ad accesso aperto?
  4. Perché un archivio istituzionale? E in cosa si differenzia rispetto ad un archivio disciplinare?
  5. Come funzionano gli archivi ad accesso aperto?
  6. Quali sono in concreto per l’autore i vantaggi dell’autoarchiviazione in un archivio ad accesso aperto?
  7. Su quale software è basato ArchivIA ?
  8. I documenti inseriti in ArchivIA sono al sicuro?
  9. Come sono organizzati i documenti inseriti in ArchivIA?
  10. Quali tipologie di lavoro scientifico possono essere inserire in ArchivIA?
  11. In quali formati di file è possibile archiviare?
  12. In quale lingua è possibile inserire i lavori?
  13. E' possibile rimuovere un documento già archiviato?
  14. E' possibile sostituire un file o spostarlo in un'altra collezione?
  15. E' possibile correggere una informazione bibiliografica (metadato) errata?
  16. Come sono regolati i diritti degli autori in ArchivIA?
  17. Ho già inserito il mio lavoro in ArchivIA. Posso sottoporlo per la pubblicazione ad una rivista (o ad un editore) ‘tradizionale’?
  18. Ho già pubblicato il mio lavoro in una rivista (o presso un editore) ‘tradizionale’. Posso inserirlo in ArchivIA?
  19. In quali casi quindi l’autoarchiviazione del lavoro in ArchivIA è incompatibile con la pubblicazione in una rivista e/o presso una casa editrice?
  20. L’inserimento di un lavoro in ArchivIA equivale ad una pubblicazione?
  21. Posso utilizzare a fini concorsuali un lavoro inserito in ArchivIA?
  22. Come è tutelato il materiale inserito in ArchivIA?
  23. Posso applicare al mio lavoro ulteriori clausole che regolino l’utilizzo del materiale dal parte degli utenti?
  24. L’inserimento del testo pieno del mio lavoro in ArchivIA facilita il plagio?
  25. Sono obbligato ad inserire la mia tesi di dottorato in ArchivIA?
  26. L’obbligo di archiviazione della tesi di dottorato nell’archivio istituzionale di Ateneo è in vigore solo per l’Università di Catania?
  27. Che cos’è l’embargo? In quali casi posso richiederlo a tutela del contenuto della mia tesi?
  28. Chi è considerato autore della tesi di dottorato? Come sono tutelati i diritti del dottorando rispetto al suo lavoro di tesi?
  29. Ancora dubbi?

 

1. Che cos'è ArchivIA?

ArchivIA è l’archivio istituzionale ad accesso aperto dell’Università di Catania: un servizio online per archiviare, indicizzare, conservare e distribuire sul web, ad accesso aperto, il materiale di ricerca prodotto nell'ambito dell’Ateneo.


2. Che cos’è l’Accesso Aperto (in inglese Open Access)?

Accesso aperto (open access) significa semplicemente la libera disponibilità online di contenuti digitali. In ambito scientifico e accademico, Open Access è un movimento, o meglio, un insieme di strategie che coinvolgono docenti, ricercatori, bibliotecari, università, enti finanziatori della ricerca, organismi di governo nazionali e internazionali e mondo dell'editoria, con l’obiettivo di realizzare nuovi modelli di comunicazione scientifica che utilizzano il web per la libera circolazione, globale e in tempo reale, dei contenuti di ricerca. 286 Università nel mondo, tra le quali 82 Università italiane (tra cui l'Università di Catania) hanno firmato, a partire dal 2003, la Berlin declaration on Open Access to Scientific Knowledge. In Italia la CRUI, Conferenza dei Rettori, ha promosso nel 2004 a Messina un convegno, in occasione del quale i Rettori hanno firmato la Dichiarazione di Messina in sostegno della Dichiarazione di Berlino e dell’accesso aperto, come primo passo verso un impegno dei singoli Atenei italiani per la disseminazione gratuita del sapere scientifico.

Approfondimenti:
wiki italiano sull’Open Access
bigliografia fondamentale
bigliografia in italiano

miti sull’open access


3. Che cosa sono gli
archivi ad accesso aperto?

Gli archivi ad accesso aperto (open archive), come  ArchivIA, sono depositi digitali  che consentono agli autori l’autoarchiviazione del proprio contributo (ossia l’immissione guidata dei metadati che individuano il contributo e del relativo file) e la conseguente pubblicazione automatica in accesso aperto. Gli archivi costituiscono la cd. ‘via verde’ (green road), uno dei due canali di disseminazione della letteratura scientifica secondo i principi open access. Il secondo canale, la cd. ‘via dell’oro’ (gold road), è costituito dalle  riviste ad accesso aperto, che adottano i medesimi meccanismi di selezione delle riviste tradizionali (peer review), senza tuttavia alcun onere per l’accesso del lettore. I costi di pubblicazione sono coperti in questo caso da una quota versata dall’autore o dalla sua istituzione di afferenza. Sono in crescita anche i progetti per la pubblicazione di monografie accademiche open access, così come i progetti di editoria cd. ibrida.

Approfondimenti:
PLEIADI -  Portale per la Letteratura scientifica Elettronica Italiana su Archivi aperti e Depositi Istituzionali
The green and the gold roads to Open Access
. Nature Web Focus
Repository66.org. Repository Map
OAPEN, Open Access Book Publishing
SPARC - Scholarly Publishing and Academic Resources Coalition


4. Perché un
archivio istituzionale? E in cosa si differenzia rispetto ad un archivio disciplinare?

Gli archivi disciplinari – come ad es. arcXive, SSRN, PubMed, RePEc – raccolgono materiale pertinente ad una singola disciplina, prodotto da autori afferenti ad istituzioni diverse e hanno spesso una dimensione internazionale. Gli archivi istituzionali, come ArchivIA, raccolgono materiale multidisciplinare prodotto da autori appartenenti ad una medesima istituzione. Gli archivi istituzionali costituiscono un importante strumento di visibilità e di promozione per la produzione scientifica dell’istituzione; consentono inoltre di validare, organizzare e conservare il materiale archiviato e costituiscono la base dei sistemi di gestione (cd. Current Research Information System  - CRIS) per la valutazione della ricerca nelle istituzioni. 

Approfondimenti:
Guerrini, M. Nuovi strumenti per la valutazione della ricerca scientifica: il movimento dell’open access e gli archivi istituzionali. Biblioteche oggi, 2009, vol. 27, n. 8, pp. 7-17
Bailey C. W. JrInstitutional Repository Bibliography Version 2: 11/1/2010
Cassella, M. Institutional Repositories: an Internal and External Perspective on the Value of IRs for Researchers’ Communities. Liber Quarterly, vol. 20 (2010) n. 2


5. Come funzionano gli archivi ad accesso aperto?


Negli archivi ad accesso aperto, come
ArchivIA, a ciascun documento digitale archiviato dall’autore è associata una url permanente e/o altri identificativi (come l’handle) e una serie di informazioni sul documento, i metadati, redatti secondo schemi internazionalmente codificati. Gli archivi oa  adottano inoltre un protocollo standard -  OAI-PMH - che consente l’interoperabilità e lo scambio di dati e metadati tra gli archivi, ma anche tra gli archivi e i database citazionali (es. CiteSeerX, Scopus) e i motori di ricerca specializzati (es. Google Scholar, OAIster, ScientificCommons ), assicurando al materiale scientifico archiviato una  grande visibilità e facilità di recupero.

Approfondimenti:
Open Archives Initiative - Documents
Dublin Core Metadata Initiative


6. Quali sono in concreto per l’autore i vantaggi dell’autoarchiviazione in un archivio ad accesso aperto?

Gli archivi ad accesso aperto, come  ArchivIA, offrono agli autori che depositano i propri lavori numerosi vantaggi in termini di:

  • visibilità (il lavoro, indicizzato dai motori specialistici, può essere letto immediatamente e da più persone in tutto il mondo, a vantaggio dell’impatto citazionale della propria ricerca e del prestigio internazionale dell’Università);

  • certificazione (il sistema attesta la data di archiviazione e tutte le successive operazioni effettuate sul record);
  • gestione e conservazione (il materiale è raccolto in un database centralizzato gestito professionalmente, che tiene traccia delle versioni successive di uno stesso documento e ne garantisce la conservazione e l’accessibilità a lungo termine cfr. faq:  8 );

Approfondimenti:

Vantaggio dell’Open access wikiopenarchive.it
Open access e la valutazione dei prodotti della ricerca scientifica – Raccomandazioni CRUI
De Robbio, A . L'Open Access come strategia per la valutazione delle produzioni intellettuali., 2009 In: CIBER 1999-2009. Ledizioni, pp. 104-124
Gargouri, Y., Hajjem, C., Lariviere, V., Gingras, Y., Brody, T., Carr, L. and Harnad, S. (2010).  Self-Selected or Mandated, Open Access Increases Citation Impact for Higher Quality ResearchPLOS ONE, 5 (10). e13636
The effect of open access and downloads ('hits') on citation impact: a bibliography of studies - The Open Citation Project

7. Su quale software è basato ArchivIA?

ArchivIA  è un'installazione di DSpace , un software open source per la creazione di archivi digitali ad accesso aperto sviluppato dal Massachusetts Institute of Technology e da Hewlett-Packard. Il software DSpace è utilizzato (ottobre 2010) in più di 940 installazioni in tutto il mondo.

Approfondimenti:
DSpace Registry


8. I documenti inseriti in ArchivIA sono al sicuro?

ArchivIA è un sistema che garantisce la conservazione a lungo termine dei materiali archiviati, anche sotto il profilo dell’integrità fisica dei file (attraverso procedure standard di back-up e disaster recovery). Il sistema rispetta le specifiche del protocollo OAIS  (Open Archival Information System) per la conservazione dei contenuti digitali, registrato come norma ISO 14721:2003. ArchivIA garantisce l’accessibilità a lungo termine dei documenti anche attraverso l’attribuzione, a ciascun file archiviato, di un identificatore unico persistente (handle), analogo al DOI per gli articoli pubblicati presso gli editori.  ArchivIA è inoltre una installazione  DSpace, software open source che garantisce agli utilizzatori l’evoluzione del sistema verso i futuri ambienti di programmazione.

Approfondimenti:
Reference Model for an Open Archival Information System (OAIS), 2002 - Consultative Committee for Space Data Systems (CCSDS)
The Handle System - Corporation for National Research Initiatives
 

9. Come sono organizzati i documenti inseriti in ArchivIA ?

ArchivIA è suddiviso in sezioni organizzate in una gerarchia a 3 livelli: comunità, sotto-comunità e collezioni.
Al momento è stata attivata la sola comunità TESI, con un'unica sotto-comunità TESI DI DOTTORATO, nella quale sono state create 14 COLLEZIONI, ciascuna corrispondente ad un’area dei settori scientifico-disciplinari MIUR.
Ciascuna tesi di dottorato può essere archiviata in una sola collezione, in relazione all’area che raggruppa il settore scientifico-disciplinare di afferenza del Corso di dottorato.


10. Quali tipologie di lavoro scientifico possono essere inserire in ArchivIA?

ArchivIA è concepito per ospitare ogni tipologia di lavoro scientifico: tesi di dottorato, libri (o capitoli di libri), atti di congresso, paper e/o poster presentati a congressi, rapporti tecnici, working paper, articoli su rivista sia in versione preprint (prima del processo di referaggio) che postprint (dopo il processo di referaggio ma non necessariamente nel formato dell’editore per la pubblicazione).
Per il momento, tuttavia, è consentito esclusivamente l’inserimento delle
tesi di dottorato, a cominciare da quelle discusse nell'anno accademico 2009/2010.


11. In quali formati di file è possibile archiviare?
 

In ArchivIA  possono essere inseriti documenti in diversi formati (Word, PowerPoint, Excel, formati immagine in Jpeg, gif, etc.). E' preferibile tuttavia l’utilizzo del formato PDF (Portable Document Format), per rendere più facile la stampa in print on demand. Le tesi di dottorato debbono essere  pubblicate in PDF/A, una versione del formato PDF standardizzata per la conservazione di lungo periodo dei documenti digitali.

 

12. In quale lingua è possibile inserire i lavori?

Si possono archiviare documenti redatti in qualunque lingua, ma è necessario inserire un abstract e una serie di parole chiave in lingua inglese per facilitare il recupero delle informazioni relative al lavoro archiviato.


13. E' possibile rimuovere un documento già archiviato?

Dipende dalle regole stabilite per le diverse comunità e collezioni. Per le 14 collezioni della sotto-comunità TESI DI DOTTORATO, questa possibilità è esclusa una volta completato il procedimento di archiviazione elettronica, dal momento che l’archiviazione della tesi si inserisce nel procedimento amministrativo per  l’accesso all’esame finale del Corso di dottorato, che ha termini perentori.


14. E' possibile sostituire un file o spostarlo in un'altra collezione?

I dati, inclusi il file caricato, possono essere corretti e/o sostituiti  in qualunque momento della procedura di autoarchiviazione, fino a quando non sia stato raggiunto il ‘punto di verifica’. Dopo questo momento, la sostituzione e/o lo spostamento possono essere effettuati, su richiesta dell'autore, solo dallo staff di ArchivIA (dspace@unict.it). Per le tesi di dottorato, la cui archiviazione elettronica si inserisce nel procedimento amministrativo per  l’accesso all’esame finale del Corso di dottorato, la sostituzione del file è soggetta a particolari condizioni.

 

15. E' possibile correggere una informazione bibiliografica (metadato) errata ?

 

Per le 14 collezioni della sotto-comunità TESI DI DOTTORATO  è prevista una procedura di verifica e validazione dei metadati da parte dello staff di ArchivIA. In caso di errori rilevati dopo la pubblicazione della tesi, è comunque possibile chiederne la correzione, contattando lo staff di ArchivIA (dspace@unict.it).

 

16. Come sono regolati i diritti degli autori in ArchivIA?

I diritti degli autori che depositano i lavori in ArchivIA sono tutelati dalla normativa italiana sul diritto d’autore (Legge 22 aprile 1941 n. 633).
Occorre distinguere tra diritti morali dell’autore e diritti di utilizzazione dell’opera. I diritti morali dell’autore (diritto alla paternità intellettuale e all’integrità dell’opera) sono irrinunciabili, imprescrittibili e inalienabili in qualunque processo di pubblicazione. I diritti di utilizzazione (pubblicazione, distribuzione, traduzione e, in genere, utilizzazione economica) sono invece alienabili, rinunciabili e prescrittibili.
Inserendo il proprio contributo in ArchivIA, l’autore cede all’Università di Catania alcuni diritti di utilizzazione, indispensabili per la diffusione on line e la conservazione del materiale. La cessione di tali diritti è non esclusiva e lascia quindi impregiudicata per l’autore la possibilità di disporre una successiva libera diffusione dello stesso lavoro attraverso altri canali (pagina web personale o istituzionale, archivio disciplinare etc.) e/o la cessione dei diritti di utilizzazione economica sullo stesso lavoro.
La cessione non esclusiva ad ArchivIA viene effettuata attraverso una licenza interna di deposito) da “spuntare” nella fase finale di archiviazione del documento.


17. Ho già inserito il mio lavoro in ArchivIA. Posso sottoporlo per la pubblicazione ad una rivista (o ad un editore) ‘tradizionale’?

Certamente sì. I diritti, sia morali sia di utilizzazione - anche economica - del lavoro, restano impregiudicati in capo all’autore, anche dopo la pubblicazione in ArchivIA. Nella pratica, occorre verificare che le politiche dell’editore rispetto ai lavori oggetto di autoarchiviazione (autorizza l’archiviazione del solo preprint, del postprint, di entrambe le versioni o di nessuna). La verifica può essere effettuata consultando il database Sherpa/RoMEO o contattando direttamente la casa editrice. E’ in corso di elaborazione una rassegna delle politiche degli editori italiani riguardo all’autoarchiviazione.

Per le tesi di dottorato occorre considerare che tratta di documenti pubblici, liberamente consultabili presso le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e di Firenze e presso l’Archivio dell’Università sede del Corso di Dottorato. La tesi di dottorato non viene mai pubblicata dagli editori nella versione presentata per l’esame finale, ma in una versione comunque rielaborata in relazione ad una diversa tipologia editoriale (articolo, capitolo su libro, monografia etc.).

Approfondimenti:
Pubblicazione in un repository  – wikiopenarchive.it
Open Access e copyright Univ. di Padova
Conosci i tuoi diritti! Progetto RoMEO (trad. di A. De Robbio)
I diritti dell’autore. Versione italiana di SPARC – Authors’ rights (trad. di A. De Robbio)
Tesi di dottorato e diritto d’autore - gruppo OA CRUI


18. Ho già pubblicato il mio lavoro in una rivista (o presso un editore) ‘tradizionale’.  Posso inserirlo in ArchivIA?

In genere sì. La normativa italiana (art. 42, L. 22 aprile 1941, n. 633) prevede che l'autore di un articolo su rivista ha diritto a riprodurlo altrove, purché citi gli estremi della prima pubblicazione, a meno che non sia stato esplicitamente pattuito il contrario. In assenza di clausole esplicite o in assenza di contratto, l'autore può quindi inserire il suo lavoro in ArchivIA. Nell’ipotesi in cui sia già stato stipulato un contratto con un editore e si tratti di un contratto di cessione esclusiva di tutti i diritti di utilizzazione sull’opera, l’autore può comunque chiedere all’editore un addendum, ossia una integrazione del contratto con la seguente clausola ‘Delego a [editore o  rivista] tutti i diritti di vendere o di cedere il testo (su carta o on line) del mio articolo [titolo dell'articolo]. Conservo solo il diritto di diffonderlo gratuitamente a fini scientifici o didattici, in particolare il diritto di auto-archiviarlo pubblicamente on line sul web’. Nell’ipotesi in cui  l’editore esplicitamente escluda l’autoarchiviazione del postprint (successiva al referaggio), e/o non accetti la clausola di consenso all'autoarchiviazione del lavoro, l’autore potrà comunque depositare in ArchivIA la versione preprint del lavoro e, separatamente, aggiungere un secondo file con le correzioni e le modifiche apportate nella versione pubblicata dalla rivista o dall’editore.

Approfondimenti:
Pubblicazione in un repository  – wikiopenarchive.it
Open Access e copyright – Univ. di Padova
Conosci i tuoi diritti! Progetto RoMEO (trad. di A. De Robbio)
I diritti dell’autore. Versione italiana di SPARC – Authors’ rights (trad. di A. De Robbio)

A. De Robbio, Accesso Aperto e copyright :il copyright scientifico nelle produzioni intellettuali di ricerca, 2006


19. In quali casi quindi l’autoarchiviazione del lavoro in ArchivIA è incompatibile con la pubblicazione in una rivista e/o presso una casa editrice?

In pratica, solo quando l’autoarchiviazione è espressamente esclusa dall’editore, anche in riferimento alla versione preprint del lavoro. In questa ipotesi l'autore potrà comunque depositare il lavoro, chiedendo di applicare restrizioni all'accesso (embargo).


20. L’inserimento di un lavoro in ArchivIA equivale ad una pubblicazione?

In linea generale tutto ciò che viene reso pubblico è una pubblicazione. Tuttavia, in ambito scientifico e accademico, solo il passaggio attraverso una procedura di peer review  e la conseguente accettazione da parte di una rivista e/o di un editore certificano il valore di pubblicazione.
L’archiviazione del proprio lavoro in ArchivIA non è alternativa alla pubblicazione ‘tradizionale’, una modalità complementare per una più efficace disseminazione della propria produzione scientifica.


21. Posso utilizzare a fini concorsuali un lavoro inserito in ArchivIA?

I documenti inseriti in Archivia sono depositati in un archivio istituzionale di una Università italiana e sono dotati di identificazione univoca. Il giudizio sull’ammissibilità del documento a fini concorsuali resta comunque subordinato alle regole di valutazione dei titoli stabilite dalla Commissione di concorso.


22. Come è tutelato il materiale inserito in ArchivIA

I documenti inseriti in ArchivIA (al momento esclusivamente tesi di dottorato) sono liberamente consultabili a testo pieno (salve le ipotesi di embrago a altre restrizioni all’accesso) e possono essere scaricati, stampati e linkati alle condizioni stabilite dalla clausola di consultazione di ArchivIA:

L'Università degli Studi di Catania non è responsabile per errori o imprecisioni nei contenuti delle tesi in formato elettronico, come pure delle conseguenze dell'uso delle informazioni in esse contenute.  E' possibile consultare liberamente le tesi di dottorato, rispettando le seguenti indicazioni:

  • tutti i contenuti di ArchivIA sono protetti dal diritto di autore, in applicazione della legge 22 aprile 1941, n. 633 e successive integrazioni e modificazioni;

  • i contenuti di ArchivIA possono essere utilizzati esclusivamente per finalità personali, di ricerca o di didattica, con esclusione di finalità direttamente o indirettamente commerciali;

  • nelle riproduzioni totali e/o parziali su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, per uso personale, di ricerca o di didattica, deve essere mantenuta inalterata ogni informazione relativa alla paternità dell'opera e alla titolarità del diritto di autore, riportando per esteso le indicazioni presenti nella "citazione" delle tesi di dottorato ossia: cognome, nome, titolo, Università degli Studi di Catania, ciclo di dottorato, a.a., sede;

  • le riproduzioni non destinate ad usi personali, di ricerca o di didattica, sono consentite soltanto se espressamente autorizzate dall'autore.


23. Posso applicare al mio lavoro ulteriori clausole che regolino l’utilizzo del materiale dal parte degli utenti?

L’autore che inserisce il suo lavoro in ArchivIA, può applicare – evidenziandole nel testo – le cd. licenze copyleft, ossia le licenze GNU (per i diritti d'autore su documentazione software) e le licenze Creative Commons  (per i diritti d’autore su testi e immagini).
Attraverso i sei diversi modelli di licenza Creative Commons,  gli autori, che mantengono i diritti di utilizzazione economica delle loro opere, concedono agli utenti la licenza d'uso gratuita del loro lavoro a determinate condizioni: per esempio, possono non autorizzare usi prevalentemente commerciali oppure la creazione di opere derivate. I diritti che l'autore concede ai fruitori dell'opera sono espressi in un linguaggio chiaro e interpretabile anche dai motori di ricerca. 
L’autore, che intenda pubblicare il suo lavoro dopo averlo inserito  in ArchivIA, deve tenere presente che alcuni editori potrebbero non accettare opere precedentemente pubblicate sotto licenza Creative Commons o GNU, a meno che non siano state apportate sostanziali modifiche.

Approfondimenti:
Creative Commons Italia
Creative Commons Public Licenses (CCPL) italiane - 2005  
Cos'è Creative Commons (e cosa non e') – 2006

Progetto GNU


24. L’inserimento del testo pieno del mio lavoro in ArchivIA facilita il plagio?

I documenti inseriti in ArchivIA godono di un’ampia visibilità e facilità di recupero, tanto per le persone quantoli per i motori di ricerca. Il software D-Space, su cui è basato ArchivIA certifica l'originale con un identificatore unico (handle) e una data di archiviazione certa. Questo elemento vale a diffidare dall'uso improprio del materiale inserito, in quanto l'intera comunità scientifica (altre ai software anti-plagio) è in grado di risalire, in caso di dubbio, al documento originale.

Approfondimenti:
Roig M., Avoiding plagiarism, self-plagiarism, and other questionable writing practices: A guide to ethical writing – US Office of Research Integrity (ORI), 2009
Open access plagiarism search
- German Research Fondation


25. Sono obbligato ad inserire la mia tesi di dottorato in ArchivIA?

Il Senato accademico dell’Università di Catania, nella seduta del 3.11.2009, considerando che "la realizzazione di un archivio istituzionale costituirebbe un impulso al cambiamento organizzativo e culturale, oltre che un indicatore tangibile di qualità” e che “si rendono necessarie azioni concrete a favore dell’accesso aperto e prioritariamente politiche di deposito obbligatorie corredate di regole chiare sulla gestione e sul controllo dei diritti di proprietà intellettuale”, ha deliberato la modifica del Regolamento per gli studi di dottorato di ricerca, inserendo all’art. 23, c. 7 la dicitura “Il rilascio della certificazione del conseguimento del titolo è subordinato al deposito, da parte dell’interessato, della tesi finale, nell’archivio istituzionale d’Ateneo ad accesso aperto, che ne garantirà la conservazione e la pubblica consultabilità’.


26. L’obbligo di archiviazione della tesi di dottorato nell’archivio istituzionale di Ateneo è in vigore solo per l’Università di Catania?

L’Università di Catania ha adottato, in riferimento alla tesi di dottorato, una politica (cd. mandataria) di deposito obbligatorio, in considerazione della loro valenza di prodotto di ricerca a tutti gli effetti, delle raccomadazioni EUA - Europen Univ. Association - del 2008 e, soprattutto, delle Linee guida per il deposito delle tesi di dottorato negli archivi aperti, elaborate dalla CRUI nel 2007.
Altre 25 Università italiane (ottobre 2010) hanno adottato le Linee guida e predisposto archivi istituzionali per il deposito delle tesi di dottorato, in gran parte con politiche di deposito obbligatorio, in alcuni casi estese anche alle tesi di laurea.
Sono in corso progetti per la creazione di portali unici di accesso ai testi delle tesi di dottorato pubblicate nell’UE.

Approfondimenti:
Linee guida per il deposito delle tesi di dottorato negli archivi aperti – CRUI, 2007
Depositolegale.it - Pagina informativa sulle procedure di deposito legale delle tesi di dottorato in formato digitale presso le BNC
Recommendations from the EUA Working Group on Open Access - adopted by the EUA Council - March 2008
DART-Europe
Networked Digital Library of Theses and Dissertations (NDLTD)


27. Che cos’è l’embargo? In quali casi posso richiederlo a tutela del contenuto della mia tesi? 

L’embargo è il periodo di tempo durante il quale la tesi di dottorato inserita in un archivio istituzionale risulta secretata ed accessibile solo per la parte dei metadati. In questi casi la tesi viene ugualmente archiviata, ma è inibito l’accesso degli utenti al testo integrale.
L’embargo si applica solo su richiesta del dottorando, che deve essere opportunamente motivata ed è previsto nelle seguenti ipotesi tassative:

  • se la tesi di dottorato presenta elementi di innovazione, per i quali è già stata attivata o si intende attivare la procedura di tutela brevettuale, in conformità al relativo Regolamento di Ateneo (D.R. n. 2882 del 19.5.2003). Occorre tenere presente a riguardo che la richiesta di brevetto può essere inoltrata solo prima di qualsiasi comunicazione al pubblico e, pertanto, comunque prima della discussione della tesi.

  • se sussistono comprovate ragioni di segretezza e/o di proprietà dei risultati e/o di protezione di informazioni sensibili relative all’Università di Catania;

  • se sussistono comprovate ragioni di segretezza e/o di proprietà dei risultati e/o di protezione di informazioni sensibili relative ad enti o aziende private che hanno partecipato alla realizzazione del lavoro di ricerca relativo alla tesi di dottorato.

Il periodo di embargo non può comunque superare i dodici mesi a partire dalla data di conseguimento del titolo di dottore di ricerca, trascorsi i quali il testo viene automaticamente immesso in consultazione ad accesso aperto su ArchivIA.


28. Chi è considerato autore della tesi di dottorato? Come sono tutelati i diritti del dottorando rispetto al suo lavoro di tesi?

L’autore è della tesi di dottorato è ovviamente il dottorando e, in ArchivIA e i suoi diritti solo tutelati come quelli di qualsiasi altro autore. Consulta le FAQ  da 16 a 24 (in particolare i passaggi evidenziati) e contatta lo staff lo staff di ArchivIA (legali.dspace@unict.it) per ogni ulteriore dubbio.


29. Ancora dubbi? 

Depositare in archivio ad accesso aperto è una scelta sempre più condivisa dalla comunità scientifica mondiale. I contenuti open access sono in costante aumento: ScientificCommons indicizza (dati ottobre 2010) 38.245.864 di documenti, contenuti in 1.269 archivi ad accesso aperto.
La Commissione europea ha pubblicato nel 2008 il Libro Verde - Il diritto d'autore nell'economia della conoscenza che sottolinea la necessità di promuovere la libera circolazione della conoscenza come “quinta libertà” nel mercato unico europeo. Nell'agosto del 2008 inoltre l’Unione europea ha lanciato il Progetto Pilota OpenAIRE, in base al quale almeno il 20% delle ricerche finanziate sul bilancio del VII Programma Quadro di ricerca (FP7) devono essere depositate come articoli peer reviewed o manoscritti finali in archivi istituzionali ad accesso aperto.  
La libera disponibilità dei contenuti di ricerca è in crescita in tutti gli ambiti disciplinari; in alcuni è ormai divenuta irrinunciabile, al punto che per i ricercatori l'autoarchiviazione costituisce il “vero” evento di pubblicazione.

Lo staff di Archivia  è a disposizione di tutti gli ‘autori UniCT’  per ogni ulteriore chiarimento.

Aspetti amministrativi:
Ufficio Dottorato di Ricerca
tel. 095 7158604/7307257/7307212
 

Aspetti legali:
Chiara Cantarella
tel. 095 230855

legali.dspace@unict.it

Aspetti tecnici e biblioteconomici:
Agatella Faro, Angelo Venera, Antonio Torrisi

tel. 095 7382911

tecnici.dspace@unict.it

Formazione:
Agatella Faro, Angelo Venera, Chiara Cantarella, Antonio Torrisi
tel. 095 7382911

formazione.dspace@unict.it


Credits

Queste FAQ sono state elaborate confrontando ed utilizzando in parte  i testi delle seguenti fonti:
 
CRUI - Linee guida per il deposito delle tesi di dottorato negli archivi aperti 
CRUI - Tesi di dottorato e diritto d’autore. Indicazioni per l’applicazione delle linee guida per l’accesso aperto alle tesi di dottorato

Wiki sull' Open Access in Italia 
Università di Bergamo - Archivio aperto - FAQ
Università di Bologna - Archivio aperto - FAQ

Università di Firenze - Archivio aperto - FAQ
LUISS Guido Carli - Archivio aperto - FAQ
Università di Padova -Archivio aperto - FAQ
Università di Torino - Archivio aperto - FAQ